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Roma città aperta ai tavolini e chiusa ai pedoni (abbiamo fatto i conteggi)

di Paolo Gelsomini

A conclusione di un nostro studio sul campo che ha portato ad un confronto tra le Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP) concesse con la precedente normativa ordinaria pre-Covid e le OSP concedibili con il nuovo Regolamento approvato dall’Assemblea capitolina lo scorso 6 marzo 2025, possiamo affermare che è aumentata la sottrazione di spazio pubblico in favore di tavoli, sedie ed ombrelloni di ristoranti e bar dal centro alla periferia della città. Facciamo l’esempio di quattro casi reali situati in area Unesco.

Cerchiamo di riassumere in estrema sintesi il nuovo Regolamento per la disciplina delle Occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande (D.A.C. n.118 del 6 marzo 2025)(1)

La quantità di spazio pubblico concedibile ad uso privato non viene più misurato in base alle caratteristiche dei luoghi e alla sostenibilità degli spazi esterni, ma alla superficie totale interna del locale di somministrazione con la sola esclusione dei magazzini.

Le percentuali di OSP concedibili in rapporto alla superficie totale interna variano a seconda che il  locale si trovi in Sito Unesco (2), in Città Storica escluso il sito Unesco (3), o nel Suburbio (4)che costituisce la parte del territorio non ricompresa nella Città Storica e nel Sito Unesco.

Inoltre, all’interno dello stesso Ambito le percentuali di OSP concedibili in rapporto alla superficie interna del locale possono ancora cambiare in rapporto al Tessuto urbanistico di appartenenza, da T1 a T7, come indicato negli articoli da 26 a 32 delle NTA “Norme Tecniche Attuative del Piano Regolatore” (5).

Per sostenere tale scelta di computo delle OSP, solo in funzione della superficie totale interna e dell’Ambito urbanistico di appartenenza, non si è tenuto conto  che all’atto della richiesta per l’apertura di una attività di somministrazione l’elemento base per la determinazione del numero dei coperti consentibili nei locali è la dimensione del locale cucina sulla base del Regolamento SIANServizio Igiene Alimenti e NutrizioneLinee guida della ASL Roma 1 sui requisiti generali obbligatori degli esercizi alimentari” che nel paragrafo “Locale cucina” alla lettera e) fissa il rapporto numerico tra posti a tavola e superficie minima della cucina. (6) :

Partendo dal cuore della città vediamo così che nell’Ambito del Sito Unesco le OSP concedibili sono pari ad 1/3 della superficie interna del locale nei tessuti da T1 a T3 senza la possibilità di mettere le pedane e sempre di 1/3 nei tessuti T4 con possibilità di posizionare le pedane sulla sede stradale in caso di mancanza di spazio sul marciapiede (e purchè la strada non sia classificata come viabilità principale come definito dal Regolamento Viario del Comune di Roma (7). Per altri tessuti oltre il T4 all’interno del Sito Unesco è possibile usufruire di OSP pari ad 1/2  con il posizionamento di pedane.

Nell’Ambito della Città Storica le nuove regole consentono di usufruire di 1/3 della superficie interna senza pedane nei tessuti da T1 a T3 e con pedane nei tessuti T4. Nei casi di appartenenza a tessuti oltre il T4 la percentuale di OSP sale a 2/3.

Andando ancora più all’esterno nelle aree del Suburbio la percentuale di OSP concedibili rispetto alla superficie interna del locale sale a 3/3.

Se il locale ha il fronte esercizio su un’area pedonale e se si trova in Sito Unesco, la OSP già concessa con le regole sopra descritte può essere ulteriormente aumentata di 2/5 cioè del 40% mentre se si trova nella Città Storica escluso il Sito Unesco, tale aumento è di 2/3 nei tessuti da T1 a T4 e 3/3, cioè del 100%, negli altri tessuti.

Nei locali che si trovano in aree pedonali del Suburbio l’aumento rispetto alla OSP concessa con le regole generali viene aumentata addirittura di 4/3.

Infine c’è la possibilità di predisporre Progetti Unitari (art.12) presentati da almeno il 50% degli operatori di una via, una piazza o un largo, e comunque da almeno 2 operatori, con finalità di rispetto del contesto storico-monumentale con particolare riferimento ai coni visuali verso i monumenti o gli edifici vincolati e della qualità delle tipologie di arredo: il progetto unitario può prevedere un ampliamento del limite percentuale di OSP concedibile.

Tale aumento, previo accordo dei titolari degli esercizi di somministrazione aderenti al progetto unitario, prevede anche una distribuzione non omogenea delle percentuali di ampliamento dell’occupazione fra i diversi sottoscrittori del progetto purché la somma complessiva delle aree aggiuntive non superi il 30% del totale delle occupazioni concedibili in via ordinaria ai singoli sottoscrittori.I progetti unitari riguardanti aree pedonali possono coinvolgere esercizi di somministrazione che siano ubicati nelle vicinanze d ell’area, purché l’occupazione richiesta a servizio di tali esercizi possa essere realizzata ad una distanza non superiore a 50 metri dall’ingresso degli stessi.

Che le superfici di suolo pubblico destinate alle OSP siano aumentate con il nuovo Regolamento è fuor di dubbio, come dimostriamo di seguito con l’esame di quattro casi reali situati in area Unesco.

Un innegabile vantaggio per gli operatori, che non è paragonabile ai limiti spaziali del precedente regolamento pre-Covid della Delibera Assemblea Capitolina n.91/2019 (8). Infatti con quel Regolamento si potevano posizionare le OSP solamente sul fronte principale dell’esercizio entro la proiezione dei muri perimetrali. Con il nuovo Regolamento, le OSP adiacenti al filo muro fabbricato possono superare il fronte dell’esercizio nelle immediate vicinanze del locale fino ad una distanza massima di 5 metri da tale fronte, previo assenso scritto di tutti gli esercizi commerciali aventi diritto nel raggio di 5 metri dal loro fronte esercizio.

Inoltre, in aggiunta o in alternativa di quanto sopra scritto, qualora il locale sia disposto ad angolo è possibile richiedere l’OSP anche non in corrispondenza del fronte dell’esercizio purchè rientrante all’interno della proiezione dello spazio interno appartenente al locale e, qualora non fosse possibile, ci si può ancora estendere fino ad una distanza massima di 5 metri da tale proiezione, previo assenso scritto di tutti gli esercizi commerciali aventi diritto nel raggio di 5 metri dal loro fronte esercizio.

Per concludere appare evidente che aumentano le OSP concedibili ed aumentano gli spazi ritagliati su marciapiedi, sedi stradali, aree pedonali destinati ad accogliere tale sproporzionato aumento.

 Un aumento che accelera la trasformazione della città, e non solo del suo centro storico, in una enorme mangiatoia a cielo aperto sottraendo spazio ai pedoni e ai parcheggi tariffati di superficie, rendendo difficilissimi i movimenti delle persone a partire da chi presenta problemi di deambulazione, impedendo una decente fruizione dei monumenti e degli spazi urbani di pregio architettonico, favorendo l’invasione di vie e piazze dove si è rotto l’equilibrio delle funzioni urbane a favore di una monocultura economica, quella della ristorazione, che continua ad espellere negozi di vicinato, spazi culturali, librerie ed altri tipi di commercio e di artigianato. Così muore una Città.

Confronto tra le OSP pre-Covid con la normativa ordinaria e le OSP concedibili con il nuovo Regolamento per la disciplina delle Occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande

a cura di Paolo Gelsomini e Stefano Fabi

Abbiamo messo a confronto quattro casi reali di piante di locali situati nell’area Unesco del Comune di Roma, tra la OSP concessa con la normativa antecedente alla delibera emergenziale Covid e quella concedibile con la nuova disciplina. Sono stati cancellati tutti i dati identificativi dell’esercizio mantenendo però le misure reali del locale e lo spazio OSP concesso e tuttora vigente.

Non è stato considerato lo spazio OSP richiesto ed ottenuto con la normativa emergenziale Covid in quanto questo dato, riferendosi appunto ad una delibera straordinaria e non ordinaria, non può costituire un elemento di confronto con l’attuale nuova normativa ordinaria.

In tutti questi casi tipo, la OSP concedibile con l’attuale nuovo Regolamento aumenta rispetto a quella già concessa con le precedenti normative pre-Covid.

Se si considera che questi numeri rilevati solo in rapporto alla superficie interna potrebbero ancora aumentare se il locale è situato in un’area pedonale o se l’esercente partecipa ad un Progetto Unitario (vedi testo sopra pubblicato), si comprende l’enormità del divario tra il prima e il presente, considerando anche l’ampliamento delle possibilità di collocazione come sopra descritto.

ESEMPIO 1

  • OSP concesso con la precedente normativa ordinaria pre-Covid: mq.4,48
  • OSP concedibile con la nuova normativa:
  • Superficie interna locale al lordo delle murature interne: (ml 9,00 + ml 8,10) x ml 4,80 /2
  • =ml 17,10 x ml 2,40 = mq 41,04
  • Superficie interna locale al netto delle murature interne: mq 41,04 – mq 1,64 = mq 39,40

Calcolo superficie nuova Osp (area Unesco): 1/3 x mq 39,40 = mq 13,13

ESEMPIO 2

  • OSP concesso con la precedente normativa ordinaria pre-Covid: mq.8,40
  • OSP concedibile con la nuova normativa:
  • Superficie interna locale al lordo delle murature interne: (ml 11,40 x ml 7,60) = mq 86,64
  • Superficie interna locale al netto delle murature interne: mq 86,64 – mq 2,64 = mq 84,00

Calcolo superficie nuova Osp (area Unesco): 1/3 x mq 84,00 = mq 28,00

ESEMPIO 3

  • OSP concesso con la precedente normativa ordinaria pre-Covid: mq.8,00
  • OSP concedibile con la nuova normativa:
  • Superficie interna locale al lordo delle murature interne: (ml 4,40 x ml 12,00) = mq 52,80
  • Superficie interna locale al netto delle murature interne: mq 52,80 – mq 4,40 = mq 48,40

Calcolo superficie nuova Osp (area Unesco): 1/3 x mq 48,40 = mq 16,13

ESEMPIO 4

  • OSP concesso con la precedente normativa ordinaria pre-Covid: mq.21,98
  • OSP concedibile con la nuova normativa:
  • Superficie interna locale al lordo delle murature interne: (ml 6,20 x ml 14,00) = mq 86,80
  • Superficie interna locale al netto delle murature interne: mq 86,80 – mq 1,30 = mq 85,50

Calcolo superficie nuova Osp (area Unesco): 1/3 x mq 85,50 = mq 28,50

25 marzo 2025

Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com

NOTE:

(1) scarica D.A.C. n.118 del 6 marzo 2025 Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande
(Protocollo N. 30873 del 14/11/2023)

(2) Sito UNESCO: Il territorio iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale che comprende l’intero Centro Storico della città compreso all’interno della cerchia delle Mura aureliane, nella loro estensione nel diciassettesimo secolo, nonché il complesso della Basilica di San Paolo fuori le Mura. L’area include specificatamente tutti i rioni storici  con la sola esclusione di una parte dei rioni Borgo e Prati

(3) Città Storica: l’art. 24 delle Norme Tecniche d’ Attuazione  del Piano regolatore di Roma definisce la “Città Storica” come “insieme integrato costituito dall’area storica centrale interna alle mura, dalle parti urbane dell’espansione otto-novecentesca consolidata, interne ed esterne alle mura, e dai singoli siti e manufatti localizzati nell’intero territorio comunale, che presentano una identità storico-culturale (….)

(4) I suburbi di Roma, territori oltre quartiere, costituiscono il terzo livello di suddivisione toponomastica di Roma Capitaledopo i Rioni e i Quartieri. Il quarto livello è costituito dall’Agro Romano. I sei suburbi, dopo la delibera del Commissario Straordinario n.2453 del 13 settembre 1961, furono così delimitati in alcuni comprensori in dipendenza delle sistemazioni di Piano Regolatore e della costituzione di nuovi Quartieri: S.I Tor di Quinto, S.VII Portuense, S.VIII Gianicolense, S. IX Aurelio, S. X Trionfale, S. XI Della Vittoria

(5) Tessuti della Città Storica  come indicato negli articoli da 26 a 32 delle NTA “Norme Tecniche Attuative del Piano Regolatore”

  • T1-Tessuti di origine medievale;
  • T2-Tessuti di espansione rinascimentale e modernapre-unitaria;
  • T3-Tessuti di ristrutturazione urbanistica otto-novecentesca;
  • T4-Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato;
  • T5-Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme;
  • T6-Tessuti di espansione novecentesca a fronti continue;
  • T7-Tessuti di espansione novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme;
  • T8-Tessuti di espansione novecentesca con impianto moderno e unitario;
  • T9-Edifici isolati;
  • T10-Nuclei storici isolati
  • T11 – Nuclei isolati di recente realizzazione

(6) Regolamento d’Igiene, Sanità Pubblica e Veterinaria di Roma . https://www.aslroma1.it/uploads/files/31_55_Linee_Guida_UOC_SIAN.pdf

(7) Regolamento viario e Classificazione strade

(8) Scarica Delibera AC n.91 2019 https://www.carteinregola.it/wp-content/uploads/2022/04/Delib_91-2019_Regolamento_OSP.pdf